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| Raffaello Sanzio, La scuola di Atene. Roma,Logge Vaticane |
Recentemente, durante una pubblica assemblea indetta da una piccola
amministrazione comunale per la presentazione del progetto di una costruzione
di un centro polifunzionale, ho avuto modo di ascoltare con le mie orecchie una
dichiarazione del Sindaco del luogo che con la più serena flemma e naturalezza affermava
testuale:
« Per il nostro comune
io penso all’oggi, all’immediato. Al
domani penserà chi verrà dopo di me».
Considerando che questa frase l’ha pronunciata un Primo Cittadino (!)
nel ruolo ufficiale di fronte ai
suoi amministrati, la cosa è a dir poco sconcertante, rivelatrice come è di una visione miope e
priva di capacità immaginativa e volontà programmatica.
Ma non è finita!
Ancora più incredibile
è stata ai miei occhi l’assoluta indifferenza del pubblico che di fronte
a tale affermazione non ha battuto ciglio…
Da questo fatto si può dedurre la profonda onestà della
democrazia: il cittadino ha l’amministratore che si merita e si sceglie.
Partecipare dall’interno alle vicende “politiche” (non
partitiche) di una comunità è una esperienza che possiede un certo valore e che
andrebbe vissuta ( o fatta vivere come accadeva per il servizio di leva
obbligatoria nel recente passato) da tutti.
Molte sono infatti le cose da imparare e le più interessanti non sono tra l’apprendimento
di come si amministra o come funzionano i diversi meccanismi di governo.
La vera lezione è
sull’uomo. Meglio: sull’essere umano, perché maschio o femmina non costituisce
motivo di differenza in questi casi.
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| Ambrogio Lorenzetti, 1337-39 Il Cattivo Governo. Siena, Palazzo Pubblico |
Alle prese con l’esercizio del “potere", anche se minimo o solamente supposto, anche se solo agognato, l’animo umano rivela presto o
tardi tutta la sua grandezza o tutta la sua meschinità.
Gli intenti reali, quelli mascherati da tante virtù esibite, e forse perfino inconsci e sconosciuti a sé stessi, iniziano ad affiorare e a galleggiare sulle limacciose acque della
demagogia e su quelle del ristagno di una assopita coscienza civica di molti di noi.
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| Allegoria dell'Accidia, xilografia, XVIII sec. |
Pensiamo tutti a mantenerci a galla il più tranquillamente possibile nel limitato
orizzonte dell’ oggi , lasciandoci ammirare dagli altri con la sola preoccupazione
di badare a star saldi alle ancore della nostra inerzia che ci rassicura.
Aggrappàti infatti al
nostro oggi nessuno ci interrogherà
mai sulla rotta.





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