mercoledì 2 ottobre 2013

Marionette & Miserie




P.P.Pasolini, Capriccio all'italiana. 1967       Totò (Iago)  Ninetto Davoli (Otello)
Coloro che amministrano le grandi realtà  trovano spesso a portata di mano  la tentazione  a facili   guadagni   ed è cronaca nota che a volte si immischino in operazioni  azzardate se non  dentro  illeciti affari.
 Gli amministratori leali in tali ambiti difficilmente fanno carriera perché la casta malata difende sé stessa e i suoi modi d’azione,  impedendo a individui affetti da onestà  di “inquinare”  lo status quo creato ad arte nel tempo.

Ma ancor più tristezza provoca all’animo quella categoria  di scalatori  della politica che albergano in tanti piccoli comuni  della Penisola e che conducono campagne elettorali alla stregua di campagne militari durante le quali s’annienta il nemico al prezzo di qualsiasi stratagemma e di ogni bassezza o tranello.

Ho visto tali soggetti resistere nel loro arrembaggio a poltrone  per anni, senza cedere mai,  e una volta insediati servirsi, senza remora alcuna, di mezzi anche squallidi governando  incapaci con  tragica miopia, in una immobilità grottesca celata alle  coscienze cittadine più semplici con un ampio mantello di demagogia disarmante e banale, tessuta con la più trita e stantia propaganda.

Lontani d’agire per il bene comune, questi poveri uomini spacciano senza pudore una  bigiotteria da due soldi  decantandola come preziosa e insostituibile merce, preparando in tal modo la via al loro successo che gli consentirà di avanzare in carriera verso scranni più alti capaci di appagare l’insaziabile fame d’orgoglio.

Li ho visti fasciarsi nel tricolore come in abiti da sera o di scena, e posare  per scatti con la stessa voglia di modelle al debutto, e creare pretesti e motivi  perché questo accadesse più spesso.



Li ho visti –offendendomi-  servirsi di figli,  di vecchi,  di guerra e di morti
 per potere cantare sé  stessi;
li ho visti entrar nelle chiese questi piccoli uomini cercando non Dio ma nubi d’incenso di plauso comune,
e mai ho sentito il silenzio, né la discreta umiltà di chi vuole costruire per l’altro schivando il clamore per sé.


incensiere globulare, arte etrusca, VII-VI sec A.C.  Bologna, Civico Museo Archeologico

                                                 

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